Tutti conoscono l’importanza dell’esperienza a contatto con la natura per i bambini , ma questa dovrebbe essere  costante  e non necessariamente organizzata dall’adulto, con la possibilità che i bambini trovino quegli strumenti che gli permetteranno di vivere un’esperienza significativa, passando gradualmente dall’esplorazione alla creatività. Creatività che emergerà per esempio quando foglie e  petali entreranno nel foglio, quando le formiche attraverseranno il disegno o un insetto mostrerà la propria ombra, grazie al sole, oppure ascoltando il suono di sassi e legnetti a contatto con l’acqua di un torrente; i bambini sperimenteranno, inventeranno e immagineranno. Inoltre lo spazio ampio all’aperto permette una gamma notevole di giochi legati al piacere senso motorio.  Anche la continuità dell’esperienza in natura sarebbe auspicabile, la meraviglia di poter osservare i processi di trasformazione in ogni stagione e con ogni tempo atmosferico; come la nostre percezioni, il nostro sentire e la nostra esperienza si modifica in relazione ai cambiamenti della natura. Ricordiamoci che possiamo vivere insieme ai nostri bambini l’esperienza in natura, stiamo seduti con loro in mezzo all’erba e partecipiamo alle loro scoperte. Un altro aspetto di notevole rilievo, durante le esperienze in natura, riguarda i così detti “ giochi rischiosi ” ( giocare con le altezze, con la velocità, vicino al elementi “pericolosi”, nascondersi o prendersi…), giochi in cui i bambini si misurano con la loro fragilità-paura ma che vivono anche con la fiducia di farcela. L’adulto ha il dovere di controllare i fattori di rischio che il bambino non è in grado di percepire e comprendere, sempre tenendo in considerazione l’età del proprio figlio. Quindi se un bambino di pochi mesi  sarà allontanato da una fonte di pericolo, crescendo si potrà chiedere al bambino quale soluzione si potrà adottare per affrontare quella situazione.  Inoltre quando il bambino non percepisce il rischio è necessario evidenziarglielo, non con minacce o spaventandolo, ma comunicandogli le implicazioni connesse a quello che sta facendo. Sono inutili i commenti generici: “Stai attento!” o profezie  come “ Facendo così…tra poco cadrai” in quanto se il bambino non dovesse cadere l’adulto perderebbe un po’ di credibilità. Piccolo suggerimento: invece di utilizzare la frase “ Stai attento!” potremmo chiedere al bambino se si sente sicuro, invitandolo così ad ascoltare il proprio corpo e rivalutare la situazione in cui si trova, oppure potremmo dire “ Sono qui se dovessi avere bisogno.”, “ Proviamo insieme?” in modo da fornire una dimostrazione pratica e poi far sperimentare il bambino, “ Ricorda che i bastoni hanno bisogno di spazio. ” in modo che portiamo l’attenzione del bambino su quella caratteristica dell’oggetto che deve essere gestita nel modo opportuno. Infine teniamo presente che a volte, durante  alcuni giochi o attività, può esserci un esito spiacevole sia del punto di vista fisico, ma anche sul versante emotivo, non giudichiamo il bambino e non arrabbiamoci,  anche se a volte lo spavento ci porta a reagire in modo impulsivo proviamo a calmarci , spiegare al bambino il motivo del nostro spavento e quindi riflettere insieme su cosa si potrà fare di diverso la prossima volta, è importante sostenere il bambino nel riflettere su cosa è successo e perché! BUONE AVVENTURE IN NATURA!

Bibliografia: Pedagogia del bosco, S. Negro

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